Il 31 Agosto 2009. come lavoratori novaresi di Ial Cisl Piemonte, abbiamo inviato una lettera ai segretari provinciali della CGIL e della CISL per ricordare quale fosse la nostra attuale situazione, con particolare riferimento alle mancate retribuzioni degli ultimi mesi, e chiedendo che il sindacato intervenisse per farsi carico economicamente delle situazioni più drammatiche in attesa del pagamento della cassa integrazione o degli stipendi. In poche parole chiedevamo la possibilità di ricevere piccoli prestiti per i lavoratori con difficoltà a pagare le rate del mutuo o ad arrivare alla fine del mese, con preghiera di darci risposta entro il 10 settembre.
Il segretario della CGIL, Giuseppe Azzini, ci ha risposto che, pur comprendendo la nostra situazione, non può darci risposta affermativa per due ragioni: la mancanza di fondi per questo tipo di situazioni e la necessità di non creare un precedente in base al quale, poi, dover rispondere affermativamente a tutte le richieste analoghe.
Il segretario della CISL, Carlo Colzani, al quale abbiamo dovuto sollecitare una risposta, ha comunicato al nostro RSA della Cisl che le categorie non sono disposte a destinare risorse per questa situazione.
Preso atto delle risposte dei sindacati, dell’assenza di soluzioni politiche (al di là dei comunicati stampa) abbiamo deciso di istituire una cassa comune per far fronte ai casi più gravi e dividere il costo di questa situazione sull’esempio delle SOMS (società operaie di mutuo soccorso) del XIX secolo. Siamo costretti, nostro malgrado, a tornare indietro di 150 anni.
Da un lato, siamo consapevoli che, “tecnicamente”, la nostra richiesta non è legittima, nel senso che non sono i sindacati a dover anticipare la cassa integrazione o a dover concedere prestiti; dall’altro, però, non riusciamo a comprendere l’atteggiamento della CISL piemontese, che, dopo essersi resa responsabile della crisi di Ial Cisl Piemonte, con la nomina di amministratori (che avrebbe dovuto e potuto controllare e indirizzare), che hanno creato un debito di circa 15 milioni di euro (portando al fallimento l’impresa), abbandona cinicamente al loro destino i lavoratori, della cui attuale condizione è responsabile.
Per aggiungere al danno la beffa, scopriamo con enorme stupore (grazie a una comunicazione del commissario straordinario alle RSA) che, senza alcuna vergogna, l’USR Cisl Piemonte, insieme con Ial Cisl Nazionale, si candida all’acquisto di Ial Cisl Piemonte in amministrazione straordinaria.
Tutto questo è coerente con i valori professati dalla Cisl?
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