martedì 21 luglio 2009

Conferenza stampa dei lavoratori Ial Cisl di Novara e Arona


I rappresentanti dell'assemblea dei lavoratori autoconvocati di Ial Cisl Piemonte, sedi di Novara e Arona hanno incontrato i giornalisti per informare la collettività circa la grave crisi che sta investendo l'ente di formazione professionale piemontese. Dopo aver letto la "lettera aperta alla comunità novarese" hanno comunicato le ultime notizie arrivate: ci sarà la cassa integrazione è arrivato il decreto che ammette Ial CIsl Piemonte all'amministrazione straordinaria.
I lavoratori hanno riportato due richieste:
  • considerato che la crisi di liquidità dovuta ai mancati pagamenti delle provincie (per la mancata revoca della sospensione dell'accreditamento da parte della Regione Piemonte)rischia di far saltare tutto il processo, chiedono che la Cisl intervenga per sanare la mancanza di liquidità dell'ente per tenere fede agli impegni presi dal segretario regionale con la lettera inviata ai lavoratori a inizio anno formativo. I lavoratori hanno portato a termine tutte le attività come richiesto nonostante le difficoltà materiali e nonostante la mancata retribuzione. Ora tocca alla "vecchia" proprietà fare qualcosa
  • un incontro con prefetto, sindaco e presidente della Provincia di Novara affinché si ipotizzino soluzioni di mantenimento dei servizi anche in caso di fallimento di Ial.


Conferenza stampa dei lavoratori Ial Cisl di Novara e Arona from Lavoratori Ial on Vimeo.

15 commenti:

  1. Credo che l'incontro di ieri sia stato un primo passo importante; penso sia corretto ed indispensabile che la realtà che stiamo vivendo sia visibile da tutti i protagonisti: lavoratori (dipendenti e collaboratori), alunni, famiglie, enti pubblici e privati che collaborano quotidianamente con noi.

    Francesca Gambaro

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  2. Sarebbe stato bello chiedere ai giornalisti li presenti di impuntarsi con chi di dovere per cercare di mettere l'articolo in risalto il più possibile, evitando gli angolini in basso in quarta pagina, aggiungendo anche una fotografia per vedere in faccia chi e quanti oggi sono in questa situazione.
    beppe

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  3. Bella iniziativa, ma avete chiesto ai vostri cari direttori come mai sono creditori per la mensilità arretrata di parecchie migliaia di euro? Forse che vantano come credito più mensilità oppure hanno degli stipendi fuori dalla norma?
    C'è da meditare anche su questo aspetto!!!!!

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  4. Direi che sarebbe bello che chi decide di postare dei commenti su questo blog, lo facesse senza nascondersi dietro all'anonimato di uno pseudonimo.
    Abbiamo creato questo blog e vorremmo che fosse uno strumento d'informazione vera, seria e costruttiva. Non è questo il luogo nel quale sfogare un po' di rabbia lanciando accuse o facendo insinuazioni più o meno fondate che non portano proprio a nulla e si configurano come banali polemiche sterili.
    La superficialità, il qualunquismo e gli attacchi chiassosi fanno sicuramente notizia, ma non aiutano ad essere incisivi e a rendere consapevole l'opinione pubblica per intavolare un discorso finalmente costruttivo.

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  5. caro sig. mamba concordo pienamente con quanto dichiarato da miriam martelli. in questo momento e soprattutto su questo blog chiediamo trasparenza e chiarezza. credo sia importante poter verificare le informazioni, poter reperire le fonti che offrono le informazioni per creare un confronti e dibattiti. proprio in questo nostro tempo i luoghi comuni e le allusioni ci portano alla distruzione della collettività della coscienza civile e del bene comune. credo che questo blog non sia la sede per conoscere informazioni poco verificabili, non credo che oggi sia così importante sottolineare e alludere che qualcuno percepisce una mensilità maggiore di altri. l'attenzione che noi vogliamo porre è proprio da un'altra parte. la sua dichiarazione non è oggetto di incontro e confronto nè nei contenuti nè nelle modalità.elia impaloni

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  6. Cari colleghi, mi chiamo Sebastiano Spina e sono un dipendente della sede San Luca di Torino. Benchè io non gradisca certe modalità sono qui per segnalare mio malgrado che quello che insinua, va molto di moda oggi questo termine, mamba risponde a verità. Sono stato in tribunale e ho avuto modo di vedere l'elenco dei crediti vantati dai dipendenti e se per Voi che un dipendente anche se direttore vanti crediti per le mensilità arretrate pari a 16.360,78 EURO sia una cosa normale per me e tanti altri certo non lo è.
    E siccome la persona a cui mi riferisco è in buona compagnia in quell'elenco e visto che la somma fa il totale non mi è chiaro come non possa questa discussione entrare anche come solo concausa nei problemi che stiamo attraversando. Sarò lieto di fornire a chiunque un resoconto dettagliato delle cose che sto dicendo.

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  7. Cara Mamba e caro Sebastiano
    dal livello del vostro commento, risulta evidente che non avete compreso bene quali siano in questo momento gli obiettivi del movimento spontaneo nato qui a Novara. Forse non siamo stati abbastanza chiari noi, forse non siete stati particolarmente attenti voi, forse nemmeno vi interessa (come non interessa ai vostri compagni di blog) capire davvero quale sia la reale posta in gioco in questo momento. Credo che fareste un favore a noi, ma soprattutto al nostro lavoro, se foste così gentili da lasciare fuori dalla nostra discussione le vostre starnazzanti guerre da pollaio, le vostre infamanti e pavide accuse, le vostre analisi superficiali e francamente imbarazzanti. Non sappiamo, né ci interessa sapere, quali siano le vostre questioni aperte con le Direzioni: a noi interessa parlare di noi, del nostro lavoro, della stima di cui godiamo sul territorio, dei successi formativi che abbiamo ottenuto qui a Novara anche grazie ad una Direzione aperta, innovativa, onesta, che ha a cuore innanzitutto il lavoro sul territorio, non i giochi politici fuori e dentro all’ente.Non ci interessa, e non riteniamo costruttivo in questo momento, polemizzare o anche solo interloquire con i Direttori, o con la Dirigenza in senso ampio, o con la (ex)proprietà: ci interessa far capire alla comunità che a rischio non ci sono solo i nostri posti di lavoro, ma un bene comune difficilmente sostituibile. Vi suggerirei, nel caso in cui voleste ancora commentare le nostre iniziative, di rileggere con maggiore attenzione la nostra lettera aperta, soprattutto nella parte iniziale. Questo è il senso della nostra lotta, questo è il comune denominatore che lega i trenta firmatari della lettera medesima, al di là delle difficoltà economiche e professionali di ciascuno (Tolstoj lo dice a proposito della famiglia, noi potremmo dirlo a proposito di noi, tutti coloro i quali sono felici lo sono allo stesso modo, ogni persona infelice lo è a modo suo). Non so se sono stata chiara, provo ad esserlo di più: tutti noi stiamo male, perché non prendiamo i soldi da mesi (e alcuni di noi non hanno nemmeno ricevuto tutto il dovuto per il periodo precedente all’assunzione….), perché ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe avere come obiettivo primario la tutela dei lavoratori, perché sentiamo che sulla nostra pelle si sta giocando un gioco politico sporco, nel quale il rispetto della nostra dignità di lavoratori è l’ultimo dei pensieri, ma tutti questi sono sentimenti e paure personali, che come tali non possono essere condivisi fino in fondo. Quello che invece può legarci davvero è la volontà di dire ad alta voce che lo Ial (almeno qui) è qualcosa di più e di meglio di un ente d fannulloni, ladri e maneggiatori (siano essi Direttori o semplici dipendenti) e come tale è importante che tutta la comunità si ponga il problema di chi potrà fare quello che facciamo noi, se noi dovessimo sparire da domani.
    Sostenerci non è obbligatorio, neppure commentarci, ma rispettare il livello che noi abbiamo scelto di mantenere nella nostra protesta, direi che è il minimo che voi possiate fare.
    Grazie
    Ilaria Ferrero
    PS: personalmente trovo abbastanza fastidioso che qualcuno possa vedere l’elenco dei crediti vantati da ciascuno di noi. Non metto in dubbio che sia una procedura legale, ma forse, caro Sebastiano, il tuo contributo alla lotta di tutti noi colleghi potrebbe situarsi ad un livello più alto di quello dei conti della serva. Sai benissimo anche tu che lo IAL come posto di lavoro è tutto sommato meglio rispetto a tanti altri posti (che io personalmente ho anche provato, non so tu) in relazione ad aspetti quali lo sfruttamento, la rigidità, la qualità del lavoro, il fatto di essere un numero e non una persona. Cominciamo a partire da qui se vogliamo discutere su ciò che merita di essere salvato e ciò che bisogna buttare via. Altrimenti, andiamocene pure in ferie, o in cassa, attendendo con le chiappe al sole le decisioni del nostro caro Avvocato, occuperemmo sicuramente meglio il nostro tempo.

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  8. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
    un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
    Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
    un tempo per demolire e un tempo per costruire.
    Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
    un tempo per gemere e un tempo per ballare.
    Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
    un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
    Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
    un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
    Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
    un tempo per tacere e un tempo per parlare.
    Un tempo per amare e un tempo per odiare,
    un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).

    Credo che ora sia il tempo di lottare perchè lo Ial, o qualsiasi forma/nome esso prenderà, rimanga.. è un bene prezioso per il nostro territorio e onestamente anche per me.
    Credo sia il tempo di far capire cosa rappresenta il nostro ente e quale servizio offra da anni alla nostra comunità.

    Per far chiarezza su tanti altri punti ci sarà tempo.. ora per me tutto il resto passa in secondo piano..

    Francesca Gambaro

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  9. Grazie colleghi per averci reso edotti sulla vostra isola felice, che però adesso affonda come i meschini lidi che invece sono sempre toccati a noi.
    Siete talmente narcisisti che parlate solo di voi, della vostra realtà, quella realtà dalla quale siete fuori.
    SCISSIONISTI!!!!!!!

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  10. sig. mamba la prego di presentarsi per nome e cognome. vorrei incontrarla per conoscere quale è il valore aggiunto del vostro operato sul vostro territorio. è vero, noi di cose da dire ne abbiamo tante...e parlando di noi sono proprio tutte belle, comprese la nostra direzione. non vogliamo appesantirci di ulteriori brutture. dovessimo incontrarci e considerare seriamente la notizia da lei diffusa, potremmo insieme decidere di approfondire e di chiederci il perchè qualcuno ha stipendi più alti di altri. da profana mi vien da dire: se qualcuno ha uno stipendio più alto del mio ci sarà un motivo. motivo rispettoso o meno della dignità del lavoro e/o della responsabilità lo possiamo in un altro luogo, magari incontrandoci raccontare e denunciare. ma non ora, non in questo momento dove quello che ci preme e dire se valiamo quanto valiamo e far vedere che a cuore non è solo il nostro posto di lavoro ma anche l'operato della nostra attività. grazie. elia impaloni

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  11. grazie sebastiano per essersi presentato e per la disponibilità a condividere fonti e informazioni. mi sento di chiederle cosa altro può condividere con noi dato il nostro input?
    elia impaloni

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  12. Cari colleghi, rispondendo a delle provocazioni siete cascati nella trappola tesa apposta, producendo la risposta sopra riportata che farà scattare l’effetto contrario, cioè non più l’unione di tutti i lavoratori dello IAL PIEMONTE , ma l’isolamento del ns. centro perché non si deva mai lodare se stessi ma sono gli altri che ci devono lodare.

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  13. Cari colleghi di Novara, ho letto con emozione il vostro comunicato stampa e non solo lo condivido, ma credo possa essere utilissimo come base per un documento comune a tutte le provincie. Non vi nascondo che in quella di Torino manca quell'unione tra gli operatori che voi avete dimostrato di possedere anche, ma non solo, per questioni logistiche (6 sedi diverse compreso il Coordinamento a Torino non facilitano la comunicazione e l'integrazione tra gli operatori) e credo che mi sarà difficile coinvolgere i miei colleghi. Io non sono neanche un rappresentante sindacale. Chi più chi meno si è sottoposti a pressioni, condizionamenti e sicuramente si prova un senso di smarrimento per la mancanza di un riferimento comune. Proverò comunque, ma la vostra iniziativa rappresenta un collante naturale per i lavoratori dello IAL e quindi mi associo e spero di poter partecipare e condividere iniziative future, senza scaricarmi delle responsabilità che sul territorio di Torino anche noi ci dobbiano assumere.
    Un caro saluto a tutti e a presto.

    FABRIZIO DAVICO(IALCISL di Torino)


    PS:Pur comprendendo che in questa situazione a volte i toni che si usano possono degenerare in polemica, concordo con chi sostiene che sia opportuno assumersi la responsabilità di quello che si dice e quindi "bandire l'anonimato" che scredita (è già successo) la voce dei lavoratori, anche quando dice cose corrette. Ma questo non vuole essere un rimprovero nei confronti di qualche mio collega che sicuramente patisce quanto me la situazione di crisi, ma un invito ad una maggiore unità ed alla condivisione di obiettivi comuni da perseguire, in primis la salvaguardia dell'attività e dei posti di lavoro. Evitiamo di dividerci tra colleghi, di dividerci tra agenzie... Ci proveranno e purtroppo, forse, ci riusciranno anche senza la nostra collaborazione attiva.
    Ci è gia stato negato il diritto a confrontarci come un unica componente di questo ente (in due occasioni io ho chiesto formalmente la convocazione di un'assemblea per tutti i dipendenti dello IAL), se possibile, cerchiamo di evitare ulteriori divisioni tra di noi che non credo siano utili a nessuno, ma al contrario strumentalmente utilizzate per prendere decisioni che ci riguardano passando sopra le nostre teste, i nostri interessi, le nostre famiglie.
    Con il massimo rispetto del lavoro, ma anche dello sconcerto e della rabbia, di tutti i miei colleghi del piemonte spero che presto ci sia la possibilità di costruire qualcosa assieme, l'iniziativa dei nostri colleghi di Novara potrebbe essere un'occasione.

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  14. ho letto con attenzione i vari commenti; mi sento di aggiungere che sono molto rammaricata del fatto che a Torino non esista nessun tipo di movimento analogo, ma sono convinta che questo sarebbe difficilmente possibile a causa dell'atomizzazione del personale delle sedi.

    Io personalmente lavoro in un ufficio "un po particolare", con problematiche ed esigenze comuni al resto dell'ente, ma anche con altre problematiche proprie del lavoro internazionale.

    Anche la nostra situazione è grave, in quanto la paralisi di questi mesi ci sta distruggendo in termini di partenariati e rapporti locali ed internazionali, ovvero sta danneggiando gravemente la possibilità di poter continuare ad operare in futuro.

    Tutto il mio apprezzamento quindi per i colleghi novaresi, sperando di poter far sentire anche la nostra voce e di poter far passare al "grandepubblico" la grave situazione che stiamo vivendo.

    un saluto Mara

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  15. ringrazio Fabrizio e Mara e li invito a far sentire la loro voce come possono, testimoniando anche solo come primo passo attraverso questo blog quale è la "loro" storia di IAL nello spirito proposto qui ovvero di far emergere la grave situazione che stiamo vivendo ma anche e sopratutto il valore aggiunto che il nostro ente ha saputo dare su tanti territori, per tante persone in questi anni e il fatto che se dovessimo venire a mancare sarebbe un'impoverimento per molte comunità nel Piemonte. Non solo a Novara.
    Perchè comunque vadano le cose si possa sapere cosa abbiamo fatto, creato, condiviso e forse anche sbagliato. Io non solo sono contenta, mi sento molto fortunata ma sono anche molto fiera di aver potuto lavorare allo IAL,sicuramente come dice qualcuno in "un'isola felice" ma dove si è lavorato moltissimo e dove ho imparato tantissimo, grazie ai colleghi e alla direzione, e quindi posso dire che non solo lo IAL "mi deve " ma anche io devo qualcosa allo Ial, se non altro raccontare una storia di servizi offerti ai cittadini, al territorio, di successi ottenuti e di attività importanti. Lo ial è anche questo: un bene difficilmente sostituibile.E credo che se vogliamo lottare è questo lo spirito giusto, che insieme, nel Piemonte dobbiamo portare avanti,la polemica non ha mai condotto da nessuna parte, anche questo ho imparato e in questo concordo con quello che hanno evidenziato le mie colleghe.
    Milena Dura, IAL Novara

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